Ultima modifica: 28 Ottobre 2019

I Viaggi della Memoria

Viaggio della memoria Cracovia Auschwitz , 5-8 Aprile 2019

Accompagnati dalla Testimonianza di Andra e Tati Bucci

Guidati da Daniele Rocchetti (Acli e Aned Bergamo) e dallo storico Marcello Pezzetti

 

Perché interrogarci sulla Shoah, perché compiere un viaggio ad Auschwitz e a Cracovia, aderendo alla proposta del “Pellegrinaggio ANED” , in questi tempi  già troppo ridondanti  di informazioni, immagini, celebrazioni…

Siamo guidati al campo di Auschwitz-Birkenau dalla passione inesausta e competente di Daniele Rocchetti e dallo storico Marcello Pezzetti,  e soprattutto dalle parole, dai ricordi e dal passo esitante delle due Testimoni,  Andra e Tati Bucci, che rivivono per noi l’ingresso al campo, lo spazio claustrofobico delle baracche,  le docce, gli ordini secchi e le selezioni…

   Allora bambine piccole , e superstiti al progetto di annientamento, raccontano oggi con parole lontane dalla violenza quella ferita assoluta della Storia,  lucido piano di cancellazione dalla terra non solo “fino all’ultimo ebreo”, ma anche di tanti altri esseri umani classificati come “diversi”: Sinti, Rom, disabili,  omosessuali, oppositori politici…

E’ la storia del secolo in cui noi siamo nati o di cui siamo i figli, e per questo  sentiamo che ci riguarda.  Ancor più perché è storia integrante dello stato italiano, che con le leggi razziali del 1938 ha dapprima escluso e gravemente discriminato, e poi avuto parte attiva nelle deportazioni.

Per questo man mano che seguiamo Andra e Tati vogliamo sempre più capire, conoscere, approfondire, e dialogare con loro e  sommessamente fra noi, mentre ripercorriamo i passi di tanti che ad Auschwitz hanno visto l’orrore.

Ma nonostante questo orrore, Andra e Tati ci parlano ancora di giustizia, di rispetto e di umanità.

Usciamo dal campo in silenzio, con un interrogativo sull’uomo, ma con il proposito fermo di assumerci la responsabilità di lottare in ogni ambito contro ogni forma di pregiudizio, di discriminazione e di violenza.

 


Alessandra De Giosa

5D

 

E’ stato un viaggio che mi ha toccato il cuore, sono tornata a casa con un piccolo peso sulla coscienza. Un peso che forse non passerà, un peso fatto per restare e che si trasforma sempre più nella necessità di trasmettere le emozioni vissute e la preziosa testimonianza delle sorelle Bucci. E’ proprio vero che il tenere viva la testimonianza di quello che è accaduto è il gesto più prezioso che ognuno di noi possa compiere per evitare di cadere negli errori del passato.

Prima della partenza ero consapevole del fatto che non sarebbe stato un viaggio facile, ma non avrei mai immaginato che si sarebbe rivelato tanto toccante e tanto graffiante nel profondo. Ogni passo nel campo di Aushwitz è stato per me un pugno nello stomaco e ad ogni parola delle sorelle Bucci una lacrima rigava il mio viso. Due bambine innocenti catapultate in un mondo disumano che, ai loro occhi ingenui, appariva come la normalità: questo è sicuramente ciò che mi ha maggiormente colpito della loro storia. Durante questo viaggio ho sentito la forte necessità di avere un confronto con le due sorelle, che si sono dimostrate gentili e disponibili. La commozione è stata fortissima quando, nel congedarci, le ho abbracciate: mi sono sentita impotente e ho avvertito un certo dovere nel dire “grazie di cuore”.

Sono stata molto fortunata ad aver avuto la possibilità di vivere quest’esperienza e custodirò preziosamente ogni singolo istante di questo viaggio, con la consapevolezza della grande importanza che risiede nella conoscenza di ciò che è stato. Nessuno possiede la certezza che questo orrore non si possa ripetere in futuro e, questa volta, i protagonisti potremmo essere proprio noi.




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